Un mondo che cambia

Il mondo sta cambiando. Tutti ne parlano e tutti lo possono vedere. Viviamo in un tempo chiamato disruption, che è data dal divario che si crea tra la crescita lineare e la crescita esponenziale data dall’innovazione tecnologica. I cambiamenti che si affermano, molto più rapidamente rispetto al passato ed impattando in modo evidente sulla vita dei singoli, creano che una sorta di “disturbo” che può essere sia positivo che negativo. E’ indubbio che stiamo vivendo un momento importante di cambiamento per l’essere umano e la società in generale.

Va da sé che la vita dell’essere umano cambierà, anche questa sempre più velocemente. Non possiamo non reagire alla disruption: ne siamo artefici e ogni giorno siamo chiamati a dargli una direzione, sia essa positiva o negativa. Oggi è necessario ripensare il modo di vivere, di lavorare, di relazionarsi. La tecnologia cambia il modo in cui viviamo, servono nuovi codici, nuove aperture, un nuovo approccio. Un passo fondamentale per la società sarà ripensare la scuola, l’ambiente educativo e formativo come sono sempre stati pensati.

Il World Economic Forum ha recentemente riflettuto su quali debbano essere i nuovi punti di forza dell’essere umano. Si tratta di alcune competenze di base, cosiddette soft skills, che dovranno essere al centro della nuova scolarizzazione. Queste caratteristiche daranno ai bambini uno strumento concreto per adattarsi al mondo ed al mercato del lavoro del futuro. Non si tratta di ciò che sappiamo fare in un preciso settore, bensì di tutte quelle abilità personali ed umane che danno un nuovo approccio alla nostra capacità di leggere la complessità della realtà.

 

Nuove competenze: la lista

Vediamo quali sono le soft skill che cambieranno la vita ai nostri bambini.

. Complex problem solving: flessibilità, capacità di adattamento, pensiero laterale, oggi tutti sono chiamati a rileggere il problema (in tempi sempre più stretti) e trovare la soluzione con una nuova chiave di lettura.

. Pensiero critico: saper analizzare, discernere e valutare. I soldatini oggi non servono più (le macchine sono pronte per questo e più economiche): quello in cui l’uomo può davvero distinguersi nel futuro è la capacità di valutare e creare. Da Wikipedia:

il pensiero critico trae informazioni dall’osservazione, l’esperienza, il ragionamento o la comunicazione. Il pensiero critico si fonda sul tentativo di andare al di là della parzialità del singolo soggetto: i suoi valori fondamentali sono la chiarezza, l’accuratezza, la precisione e l’evidenza.

. Creatività: ci rende unici rispetto all’intelligenza artificiale. Ideare, trovare soluzioni innovative ai problemi sono un plus che dovrebbe caratterizzare qualsiasi età. I giovani non devono aver paura di tirare fuori il coraggio tipico della loro età, né tantomeno dovrebbero perderlo nel corso della carriera.

. Gestione delle persone: saper prendere delle decisioni, sviluppare un’intelligenza emotivasono due aspetti fondamentali per gestire un team. Capire chi si ha davanti e valorizzare competenze e capacità del gruppo è sempre più importante per mantenere alti i punti che abbiamo visto in precedenza.

. Capacità di coordinarsi con gli altri: saper fare squadra e lavorare in team non è mai scontato e permette una corretta risoluzione delle eventuali crisi, oltre ad un utilizzo intelligente delle risorse e delle competenze di ogni membro.

. Intelligenza emotiva: capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle altrui. E’ questa indubbiamente una competenza che fa fare dei passi in avanti al team, quando un manager la mette in campo.

. Capacità di giudizio e di prendere decisioni: un leader non può prescindere da questa competenza. Permette di gestire e risolvere le situazioni di crisi. E’ chiaro che pensiero critico e problem solving sono complementari.

. Service orientation: in altre parole, la capacità di essere collaborativi e “premurosi”. Essere aperti agli altri, ascoltarli e comprenderne le difficoltà può dare una vera e propria svolta al lavoro di gruppo, ad un progetto, alla stessa creatività.

. Flessibilità cognitiva: saper adattare i comportamenti, le modalità di reazione, al cambiamento della realtà. In pratica la flessibilità nel modo di pensare e di agire.

La scuola e il mondo della formazione dovranno capire come puntare sulle soft skills, integrando piani e programmi, per dare strumenti concreti ai bambini che vivono in piena disruption. Sarà questa una strategia che permetterà loro di realizzarsi e dare forma ai sogni ed al potenziale che ognuno di loro porta in sé.